Riaccendiamo La Luce Al Manin – Campo del Geas

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A sesto c’è un campo da rugby, un campo bellissimo, omologato per fare anche partite di massima serie, una volta, al posto di questo campo c’era un centro sportivo comunale abbandonato da decenni.
Una piccola società sportiva, creata da pochi sognatori, è riuscita ha trasformato con pochissimi soldi, e tanto, tantissimo lavoro, questo simbolo del degrado urbano in una realtà attorno a cui gravitano più di 100 tra bambini e ragazzi, una squadra seniores che fa il campionato di Serie C e una squadra OLD, di (pochi) ex giocatori e (Tanti) genitori che vedendo giocare i figli hanno detto “provo anche io” e si sono innamorati del rugby.
Poi un brutto giorno, anzi una brutta notte, buia e tempestosa del 2014, un Fulmine colpisce il generatore del campo che dava luce a tutta la struttura. Il danno è grosso, la proprietà della struttura è comunale e il comune non ha le risorse per ripristinare il generatore.
Da allora il buio.
Passano quasi 3 anni di discussioni civili, di impegno, di confronto con il comune per trovare una soluzione, soluzione che non arriva. Tante promesse, tante possibilità ma mille problemi burocratici, e forse poca buona volontà, non permettono di vedere mai la “luce” in fondo al tunnel.
Abbiamo proposto soluzioni, idee, preventivi, pronti a farci carico della totalità delle spese, coinvolgendo la federazione italiana Rugby, che ha fondi da investire sui progetti delle nuove società, se hanno il campo affidato con un regolare bando.
Ma questo bando, promesso più e più volte, non è mai arrivato.
Altre priorità, altri sport più ricchi e forse, più bravi ad alzare la voce passano avanti nelle priorità dell’amministrazione.
E il Geas Rugby, dopo quasi 3 anni si trova a dover far giocare i ragazzi ospiti sui campi della bergamasca, a far allenare i bambini in fazzoletti di terra che di erba non hanno neanche un’idea, il tutto a pochi metri da un campo bellissimo, ma spento. Inutilizzabile dopo il tramonto.
E intanto abbiamo continuato a investire e a lavorare, migliorando e manutenendo un centro non nostro, per continuare a dare uno spazio dignitoso alle centinaia di persone, bambini, ragazzi adulti, genitori e tanti, tanti amici, che ora a Sesto vivono il Rugby, Rugby che a sesto, non c’era. E che corre il rischio di non esserci più.
Sarebbe bastato un Bando, per assegnare questo campo in via definitiva, sarebbe bastata un po’ di buona volontà, sarebbe bastato poco per fare tanto.
Ma anche quel poco non è arrivato.
E ora arrivano nuove elezioni, una nuova giunta, forse nuovi interlocutori. E tutto ricomincia da capo.
Ma noi continuiamo. Continuiamo a lavorare in silenzio, con la cultura di chi ama fare senza chiedere e senza pretendere, nel rispetto dei valori di uno sport che ci piace praticare, ci piace insegnare ci piace diffondere.
Non alziamo la voce, ma vogliamo diffonderla, per farla sentire.
Soprattutto a chi a sesto non sa che tra un inceneritore, l’area ecologica e una rotonda, c’è un campo da Rugby. Bellissimo.
Per questo vi chiediamo di sostenerci, di venirci a trovare alla nostra festa del 20 dove avremo ospiti tantissime associazioni amiche e tantissimo sport.
Venite a trovarci perché il rugby, a Sesto, non c’era.
E ora che c’è, teniamocelo stretto.
Alessandro

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Questo articolo è stato scritto da lucasuonno

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